Angkor era il centro principale dell’impero dei Khmer, fiorito in Indocina tra il IX e il XIII secolo, con testimonianze sparse tra Cambogia, Laos e parte della Thailandia.
La cultura peculiare di questa antica civiltà subì influenze indù, fino al XII secolo, e poi buddhiste, in seguito alla conversione dei sovrani al culto del Buddha. La piana di Angkor è disseminata di immense risaie e magnifici templi, edificati da sovrani animati da istanze religiose e spirito guerriero, secondo criteri simbolici e sacrali, oltre che logistici, atti a trasformare il sovrano nella personificazione della divinità. I templi sono in mattone e pietra, situati al centro di bacini lacustri, connessi fra loro tramite un reticolo di canali che realizzano un complesso sistema di drenaggio. Tra le “dimore degli dei” presenti nell’area la più nota è senza dubbio l’Angkor Vat, tempio, palazzo, mausoleo e monastero insieme. I muri di cinta racchiudevano, oltre al tempio, una città con le comuni abitazioni ed il palazzo reale. Alte torri svettano all’interno dell’area sacra, una centrale e quattro laterali, a simboleggiare le vette del monte Meru. Le gallerie circostanti rappresentano le catene di monti che circondano la terra, e il fossato oltre le mura è l’immagine dell’oceano primordiale.
Tutte le immagini e i testi pubblicati sono ad opera di
Gaetano Plasmati