Nel Kerala, in India, la prestigiosa accademia Keralakalamandalam prepara gli attori che daranno vita agli spettacoli di kathakali, ovvero “rappresentazione di storie”.
Interpreti abilissimi, con i volti dipinti di polveri colorate dai toni esuberanti (il verde indica nobiltà d’animo), diventano dei, diavoli, eroi, per rappresentare l’epica indiana dei poemi del Mahabharata e del Ramayana. Storie di respiro universale, che narrano vicende amorose ed eroiche.
La vestizione e il trucco richiedono tempi lunghissimi. Gli allievi, preparati dai “guru”, devono studiare duramente per circa dieci anni e iniziare sin da piccoli, per avere una coordinazione perfetta e un corpo elastico. Non usano la voce, ma comunicano con i gesti, con movimenti delle dita e del volto, con gli occhi, accompagnati dalla musica. Tradizionalmente agli uomini spettava interpretare anche i ruoli femminili, ma oggi iniziano a prendervi parte anche le donne.
Il “rito” del kathakali si svolge solo di notte, nel suggestivo spazio di un tempio: i pellegrini lo attendono per ore, come rapiti da un sonno ipnotico.
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Gaetano Plasmati